La ceramica di Seminara

di massimiliano del 27 settembre 2010

Le maschere di Seminara e l’arte della ceramica calabrese .

Seminara, un piccolo paesino nella provincia di Reggio Calabria tra i comuni di Palmi e Bagnara Calabra, è noto per l’altissima qualità delle ceramiche

maschere di seminara

maschera scaramantica di seminara

artistiche, per le maschere apotropaiche. Una produzione artistica di ceramiche che per la particolare lavorazione e per gli oggetti in ceramica prodotti è presto identificata con ” ceramiche di Seminara “.

Infatti gli oggetti riprodotti nelle ceramiche artistiche di Seminara assumono una funzione apotropaica quasi animistica più che per la loro utilità pratica, le maschere di Seminara contro il malocchio o il babbalucco scaramantico ne sono la prova, il risultato di una miscela delle culture che hanno in passato interessato la Calabria.

Le tipiche maschere di Seminara hanno una profonda matrice della cultura greca ed erano poi le maschere orribili impiegate a scopo catartico in  teatro, tra le maschere figuravano le tre  Gorgoni ; altre tipologie di maschere hanno un aspetto orrido e grottesco con funzione di tenere lontani gli spiriti del male che, nella tradizione popolare calabrese, si concretizzano  negli invidiosi forieri del malocchio,  negli spiritelli maligni  e nel diavolo.
Le maschere di Seminara hanno quindi una funzione protettiva , incastonate nei muri ben in evidenza o appese in posizione rilevante all’interno delle case, dimostrano come l’evoluzione dell’elemento decorativo, affidato alla fantasia del maestro ceramista, si fonda con l’espressione tipica di credenze o fantasmi popolari.

Ancora oggi a Seminara nelle botteghe dei maestri ceramisti è possibile ammirare la lavorazione dei   ”babbaluti“, bottiglie antropomorfe di varia grandezza, munite talvolta di un manico nella parte posteriore. Che hanno anch’essi come per le  maschere apotropaiche una funzione animistica ancor prima che umoristica  .

I babbaluti in ceramica hanno origine durante la dominazione spagnola quando,  per effetto della malcontento  del popolo contro il potere costituito spagnolo, gli artigiani accentuarono e definirono l’aspetto antropomorfo dei “babbaluti” delle bottiglie, così il “babbaluto” assunse di volta in volta la fisionomia  gendarme spagnolo, del soldato borbonico, del signorotto locale o del potente di turno.

Ma la produzione artistica calabrese delle caramiche non si esaurisce con le sole maschere apotropaiche, molto interesse artistico destano le cannate, i boccali, i bumbuli o le quartare e il “riccio“, una strana bottiglia panciuta e irta di punte, tutti oggetti tipici della ceramica seminarese che nelle loro forme grottesche e buffe rievocano oggetti arcaici di carattere sacrale o votivo.

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